News

15 Maggio 2018

Spetta anche al socio-amministratore di s.r.l. il diritto/dovere di informazione previsto dall’articolo 2476 c.c., comma 2.

studio legale roma
La Suprema Corte, con la sentenza n. 2038 del 26 gennaio 2018, si è pronunciata sulla controversa questione dell’esercizio del diritto di informazione del socio-amministratore, nel rapporto con gli altri amministratori, per individuare le responsabilità dei componenti l’organo collegiale, enunciando il Principio di Diritto per cui compete anche al socio-amministratore di s.r.l. il diritto, previsto dall’articolo 2476 c.c., comma 2, di ricevere notizie sullo svolgimento degli affari sociali e di consultare i libri ed i documenti relativi alla gestione societaria compiuta dagli altri amministratori, cui egli non abbia in tutto o in parte partecipato.
L’articolo 2476 c.c., comma 2, attribuisce invero ai “soci che non partecipano all’amministrazione” il diritto di ricevere dagli amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali, nonchè di consultare, anche tramite professionisti di loro fiducia, i libri sociali ed i documenti relativi alla gestione societaria.
Tuttavia, a parere della Corte, è evidente che il diritto amministrativo, in tal modo concesso al socio di s.r.l., dà per scontata l’appartenenza in iure a chi amministra la società di simili, ed ancor più intensi, diritti, in quanto diretti artefici di quegli affari, nonchè redattori e custodi di quei libri e documenti.
Di conseguenza, qualora l’esercizio di tale diritto-dovere sia precluso da altri, in ispecie coamministratori o componenti il consiglio di amministrazione, il socio-amministratore potrà agire facendo valere anche l’impossibilità di diligente adempimento dell’incarico gestorio, ove lasciato all’oscuro delle vicende sociali e, dunque, per la stessa esigenza di adempiervi fedelmente e non incorrere in responsabilità.