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18 Dicembre 2017

Cassazione n. 29753/2017: valido il licenziamento effettuato via e-mail.

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Secondo una recente pronuncia della Suprema Corte, deve ritenersi perfettamente valido il licenziamento del lavoratore comminato con una missiva inviata via e-mail (Sent. n. 29753/2017). 
Gli Ermellini, invero, riconoscono la posta elettronica come strumento idoneo ad integrare il requisito della comunicazione per iscritto previsto, per il recesso datoriale, dall'articolo 2 della Legge n. 604 del 1966, a pena di inefficacia del licenziamento.
L'importante è che vi sia la certezza che l'e-mail sia stata effettivamente ricevuta dal lavoratore, certezza che, ad esempio, è innegabile quando, come nel caso di specie, il datore di lavoro produce in giudizio dei messaggi di posta elettronica inviati a sua volta dall'interessato ai colleghi, con i quali li informa della cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento.
Nella sentenza in commento, pertanto, la Corte di Cassazione (richiamando anche altre precedenti pronunce) ha sancito testualmente che "il requisito della comunicazione per iscritto del licenziamento deve ritenersi assolto, in assenza della previsione di modalità specifiche, con qualunque modalità che comporti la trasmissione al destinatario del documento scritto nella sua materialità".